Cose di Picos


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Bridge

Interessi

Le origini

Della preistoria ho già accennato nella pagina iniziale dei Miei Interessi, vediamo le tappe successive.
In ufficio nella fine anni 70 e negli anni 80 era molto attiva la sezione del CRAL e io ne facevo parte come responsabile dello Spaccio Alimentare (anche perché tutta la procedura informatizzata l'avevo realizzata io) e aprii un sezione Bridge. Una delle prime attività, anche per rimpolparne gli iscritti è stata di trovare un maestro che tenesse un corso per principianti. Io per primo non avevo mai giocato seriamente e ne sentivo il bisogno. Da questo insegnante ho avuto la prima impostazione di base sul gioco e poco dopo scoprii che nel Bridge esistono due mondi spesso completamente separati. I Tornei veri e propri e i salotti. Io stavo passando dalla seconda categoria alla prima. La sezione andò abbastanza bene solo che dopo poco i frequentatori abituali si ridussero a quattro persone che spesso continuavano la loro attività fuori dalla sezione. Con il mio compagno abituale iniziai a fare i primi tornei nei circoli con rendimento medio tra il medio-basso (quando andava bene) e basso-bassissimo (la norma). Quando incontravo mio fratello e gli proponevo di andare al circolo mi rispondeva che preferiva vedere la TV mentre chi incominciò ad interessarsi è stata mia cognata colla quale spesso andavo a giocare al “Paisiello” (dal nome della strada dove era situato questo splendido palazzetto rinascimentale adibito a circolo di Bridge). Il rendimento si manteneva sugli standard appena citati.
Negli anni 80 conosco un gruppo di persone legati al Softball (una mia grande passione fra l'83 e l'89) che bene o male giocavano anche a bridge. Appartenevano alla seconda categoria (vedi sopra) ma c'erano molti giovani e giovanissimi e avevano un grande entusiasmo. Ci si vedeva a casa mia e il torneo veniva organizzato in base al numero di partecipanti (individuale, a coppie o, qualche volta, a anche a squadre). Per un paio d'anni giocai parecchio, principalmente a casa ma qualche volta anche nei circoli.
Il livello migliorava di qualcosina ma ancora la media stava nella parte basse della valutazione.

Il bridge in torneo

Era prossimo il Natale del 86 o 87, il bridge con gli amici del Softball era ormai un ricordo, ma giocavo ancora con Enzo, il mio collega di ufficio. Daniela, vice allenatrice di Softball, che non vedevo da oltre un anno, mi invita al torneo natalizio organizzato da un certo Petroncini. Mi iscrivo col mio collega e con piacere andiamo al “Circolo Pugliese”. A fine torneo dopo i ricchi premi e i cotillons il direttore fa circolare un foglio in cui si chiede il proprio nome, indirizzo e telefono per essere contattati in occasione di possibili successivi manifestazioni. Compilai il foglio e, in quel momento, non ne potei immaginare le conseguenze. L'unica cosa che mi colpì e che Daniela giocava molto meglio e, anche con una limitata esperienza, aveva un quadro del gioco più chiaro del mio. Questo ricordo riaffiorò qualche mese dopo quando un'altra mia amica mi chiese se conoscevo qualcuno che potesse insegnarle a giocare a Bridge. Mi ricordai del maestro di Daniela e mi recai al “Pugliese” per vedere se si tenevano corsi. Claudio Petroncini si ricordò di me e indirizzò la mia amica ad un corso di principianti e mi consigliò di sedermi in qualche tavolo per giocare o almeno vedere giocare qualche buon giocatore. Dopo aver osservato per qualche giorno il vero bridge mi venne spontaneo (non ricordo se la cosa partì da me o da Petroncini) parlare col maestro per valutare l'opportunità di un corso di perfezionamento. Iniziò in quel momento un sodalizio bridgistico-informatico con Claudio nell'ambito del quale io imparai a giocare abbastanza bene a Bridge (quello dalla prima categoria) e diedi a Claudio un supporto informatico realizzando tutti i programmi per la gestione e la contabilizzazione di tutti i tipi di torneo possibili e immaginabili (e anche qualcuno inimmaginabile, vista la sfrenata fantasia di Claudio). I risultati passarono rapidissimamente a livelli medi o medio-alti (con qualche picco di rilevo). Ho vinto un grande torneo a livello romano, in tornei a livello nazionale qualche volta mi sono piazzato in zona premiazione e nel mio ultimo anno di attività a pieno ritmo (1995) sono arrivato alle finali nazionali a Salsomaggiore di III Cat e di Coppa Italia. E proprio in seguito a questi risultati decisi di prendermi un periodo di riflessione.


Una pausa ed un ritorno

Questa pausa ha comunque avuto un breve interruzione in quanto per un certo periodo una sezione del Bridge Eur si trasferì nel palazzo accanto a dove abitavo. Ho colto l'occasione per dare una spolverata alle mie conoscenze briggistiche e contemporaneamente cercare di capire meglio il sistema di licita oggi considerato di base (lo standard italia, un sistema naturale lungo-corto 5^ nobile) che è un po diverso da quello che ho giocato per tanto tempo (Il fiori bilanciato, un sistema corto lungo di derivazione dal Fiori Romano). Non avendo trovato un partner con caratteristiche simili alle mie la ripresa è stata di breve durata.

Oggi

Da circa quattro anni mi sono trasferito a Montesilvano ma ritengo che in questa cittadina non ci sia una grande attività riguardo al Bridge. Le alternative sono o a Pescara, dove ci sono due circoli oppure a Chieti (un po' fori mano) o a Sambuceto.

Dopo una sofferta e meditata valutazione ho deciso di entrare nel circolo più importante di Pescara e di ributtarmi nella mischia. Il presidente, gioviale personaggio che veste perfettamente il ruolo di accattivante procacciatore e animatore del circolo, mi invita a presentarmi il martedì successivo e ad iscrivermi al torneo sociale intramezzato dalla rituale cena a metà torneo, dove si degusta una frugale e benfatta libagione e si commenta la prima metà della tenzone. Accetto di buon grado e ho la fortuna di incontrare un distinto signore con esperienza e interessi (bridgistici) molto simili ai miei. Tanto per cambiare si chiama anche lui Paolo ma in questo caso PaoloM.

Ormai sono più di sei mesi che ho ripreso a giocare e l'affiatamento col mio omonimo compagno di avventura ci consente di avere spesso la soddisfazione di buoni piazzamenti. Ho conosciuto numerosi giocatori molto gradevoli ma purtroppo (così come era a Roma fino a quando ho giocato lì) una gran parte di questi non ha una gran familiarità con gli scritti del Monsignore della Casa; anche qui, come a Roma, la cosa è più evidente con quelli che sono (o che spesso "credono di essere") i più bravi. Ma è sufficiente ricordare il consiglio che il saggio vate dà al sommo poeta "non ragioniam di lor, ma guarda e passa." Anche se in senso strettamente briggistico "passare", spesso non sia opportuno" (facile e scontata battuta ad uso esclusivo di chi conosce il gioco).

Una novità, da qualche giorno si stà materializzando.
A Montesilvano c'è qualcuno che gioca a bridge (almeno d'estate). Fatto è che il venerdì sera presso uno stabilimento balneare in zona centro si organizza regolarmente un piccolo torneo.
Chissà che non ci sia una possibilità di far rinascere la passione per questo gioco nella mia nuova città?


Per completare il quadro posso aggiungere che , circa un paio di anni fa, ho trovato un ottimo software per giocare, su computer o in rete , e ottimo per simulare competizioni e tornei. Questo programma si chiama Jack ed è stato, tra l'altro, già più volte campione mondiale di gioco a Bridge per programmi e nel 2009 e nel 2010 si è di nuovo riconfermato campione. Da qualche mese sto collaborando per migliorarne la versione italiana in quanto molte delle voci, sia del manuale che del programma, sono state tradotte in modo un po' troppo letterale, di contro il gioco, per quello che ho visto in giro, è veramente buono e le opzioni sono moltissime.


(
prec.)


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