Attività lavorative > Il passato
Una vera azienda informatica
La mattina del 23 dicembre del 1987 il capo del personale venne di persona nei locale del CED e ci comunicò che l'intero ufficio veniva inserito in una nuova società del gruppo che si sarebbe occupata unicamente dell'informatica del Gruppo curandone tutti gli aspetti. In questa nuova società veniva convogliata anche tutta la direzione “Sistemi Informativi” dell'IRI. Sinceramente la cosa non mi dispiaceva affatto.
Entravo in una società di nuova costituzione, il “core business” (come si dice oggi visto che il “top management” ha sempre meno familiarità con la nostra lingua madre e sente sempre più necessità di scimmiottare il mondo anglosassone) della nuova azienda era proprio quello oggetto della mia attività e buona parte dei colleghi sarebbero rimasti gli stessi che già avevo (vedi la mia attuale attività nel paragrafo precedente). In più si aggiunse il fatto di avere una sede estremamente prestigiosa (quando mi affacciavo alla finestra avevo sotto di me piazza della Repubblica e, guardando avanti, vedevo la Stazione Termini).
Iniziò il periodo che mi dette le maggiori soddisfazioni in tutti i sensi, di carriera, di lavoro ed economici. Divenni Quadro immediatamente ed ebbi subito incarichi di responsabilità, guidai gruppi di sviluppo e di progettazione e realizzai vari sistemi informatici ed organizzativi. Il PC si stava affermando non solo come strumento personale (home-computer) ma anche come strumento di lavoro e il mio primo incarico riguardò il sistema informativo del gruppo relativamente al sistema “periferico”. Tutto quello che veniva trattato dai calcolatori centrali doveva essere distribuito sui piccoli PC per comunicare direttamente con le sedi periferiche, centrali, le finanziarie fino alla capogruppo. Insomma una rete piramidale.
Conoscevo quasi tutti i colleghi perché, nei 4 o 5 anni nei quali svolsi la mia attività nella azienda precedente, mi dividevo, temporalmente e spesso anche logisticamente, fra le due aziende. Quando stavo in “Istituto” i miei referenti, dopo la creazione della nuova società, erano diventati i nuovi colleghi. Lì conobbi PaoloS, uno dei miei amici con cui sono ancora in stretto rapporto.
In quegli anni assistetti ai primi vagiti del sistema di comunicazione che ha sconvolto il mondo. Mi ricordo quando un fornitore mi comunicò che era stato rilasciato “Mosaic” la prima interfaccia grafica per navigare (oggi abbiamo IE, Firefox, Opera o come lo chiama qualcuno, usando una moderna sineddoche, Google). Fino ad allora Internet era unicamente testuale ed io lo usavo solo per trovare programmi di servizio nella mia BBS di Mclink; con Mosaic, ben presto rimpiazzato da Netscape (più potente e stabile), grazie alla sua facilità di uso e all'introduzione dei media (grafica, audio, ecc.) e degli ipertesti, si diede finalmente il via alla diffusione di massa di Internet, eravamo nella primavera del 1993.
Il tempo passava rapidamente, le attività lavorative erano sempre più interessanti ed il mio lavoro veniva apprezzato dai superiori, dai colleghi e dai clienti. Nei nove anni nei quali rimasi in quella società, oltre ai sistemi informativi di gruppo mi occupai di Sistemi Finanziari, di Office Automation e impostai il primissimi siti Internet del Gruppo. Probabilmente per me non era lavoro; stavo facendo quello che mi piaceva fare (questo paragrafo avrei potuto metterlo tranquillamente nella sezione 'hobby'). Ma, con l'andare del tempo, qualche segnale negativo iniziò ad affacciarsi. Il nostro cliente principale proseguiva la fase del suo sgretolamento, la mia società se ne staccò sempre più fino a passare completamente alle dipendenze del gruppo legato ai “Sistemi di Elaborazione dati” (avete presente quelle aziende i cui nomi finivano con “SIEL”, Finsiel, Italsiel, Agrisiel, Consiel, ecc.) tant'è che ci cambiarono nome e divenimmo Gisiel
. Provammo a diversificare i campi d'azione e ci occupammo anche di Outsourcing, di gran moda in quel periodo. Per un paio d'anni insieme a nuove attività di varia natura (per tutti cito l'informatizzazione della rete di vendita dei Fiorai in Italia), riempimmo i nostri magazzini con tonnellate di hardware da riciclare (ovvero personal computer rottamati da cui venivano tolte le pochissime parti riutilizzabili) e nuovi colleghi (spesso da riciclare anch'essi). Nell'ultimo anno infatti mi capitò un capo acquisito in azienda tramite Outsourcing e iniziai a fare quello che poi ho fatto, quasi a tempo pieno nei miei successivi anni di lavoro, ovvero le attività più disparate, circa le quali, nella maggior parte dei casi, non avevo la minima competenza. Fra tutte ricordo quando Fabrizio (il nuovo capo) , mi chiese di stilare un progetto per il costruendo “Interporto di Nola”; alle mie perplessità, relativamente alla mia assoluta ignoranza in materia, rispose di non preoccuparmi perchè tanto i contenuti non li avrebbe letti nessuno (?). Fortunatamente dopo pochi giorni, nei quali stavo dando sfogo alla mia fantasia, mi disse che non se ne faceva più nulla (per la fortuna di Nola e dei suoi interportuali). Io in compenso, di fronte alla prospettiva di dover affrontare questo tema, avevo cominciato a leggere e a documentarmi, almeno approssimativamente, e avevo cominciato a capire come deve essere strutturato un interporto.
L'unica attività veramente interessante in questo contesto fu l'integrazione dei servizi al cittadino con quelli turistici nella città di Siena. Su questo argomento vorrei spendere due parole in più, perché è stata una attività che mi ha affascinato e che considero l'ultima veramente interessante fra quelle che ho svolto nella mia carriera lavorativa. A Siena fra il Comune e il suo principale istituto finanziario vige una sorta di simbiosi mutualistica; esiste una sola banca: La Banca. E questa è uno dei punti fermi della amministrazione comunale. Con circa 50.000 residenti Siena vanta una presenza annua di oltre 1,5 milioni di turisti all'anno. Converrete che questa è una situazione irripetibile in qualsiasi altro angolo del pianeta. In questo contesto già negli anni 90 (periodo a cui si riferiscono questi dati) era intenzione sia del Consiglio Comunale che del MPS integrare i servizi al cittadino con quelli turistici. L'obbiettivo era quello di utilizzare i sistemi informatici per creare un ponte fra città (servizi sociali e turistici) e cittadini (residenti o turisti) sfruttando il sistema Bancario. Un progetto ambizioso ma con i due principali referenti, in sintonia sugli obiettivi. Il progetto informatico era nato in ambito Gisiel e io ne ero il responsabile. I primi passi procedevano celermente, avviammo contatti fra le varie entità coninvolte; partendo dal Sindaco in persona analizzammo in dettaglio le esigenze dei vari servizi comunali (parcheggi, vigili urbani, ufficio tributi, asili, scuole, ecc.) dei servizi sanitari (ASL e Ospedale).
La normalizzazione e l'integrazione di tutti i dati su una specie di carta di credito (il prototipo si chiamava "Le chiavi della Città") che studiammo in collaborazione con i Servizi Interbancari e il MPS. Studiammo anche l'aspetto logistico, e in questa fase collaborò anche il mio amico PaoloS, ma dopo meno di un'anno, quando fummo assorbiti (vedi poche righe più in avanti) dalla Finsiel, questa si accaparrò il progetto e lo portò avanti autonomamente.
Agli scandali sulle privatizzazioni si aggiunse quello della sanità (vi ricordate il ministro che utilizzava società pubbliche per gestire i “voti di scambio”?) che ci colpì direttamente e ci costrinse ad incorporare una grossa società che fece precipitare la qualità del lavoro e gli utili di bilancio e spalancò le porte alla nostra incorporazione nella capogruppo (Finsiel). Devo aprire una parentesi: in quel periodo c'era un gran movimento intorno alla Olivetti, De Benedetti era molto attivo e conclamato re dell'Hardware, quindi per timore che potesse acquisire anche il polo informatico più corposo in Italia e avere anche il controllo del Software, l'IRI ristrutturò l'organizzazione del gruppo sottomettendo la Finsiel alla STET (poi divenuta Telecom) in modo, come si dice oggi, di 'blindare' il mondo informatico da una possibile OPA ostile. Si pensava così che l'informatica era al sicuro perchè nessuno avrebbe potuto acquistare Telecom.....Il futuro proverà, purtroppo, il contrario.