Interessi
La foto con la grana
Le prime foto "serie" iniziai a farle nel 1971 quando in seguito all'incidente (i cui dettagli potete trovare nella storia della mia vita sotto il paragrafo 18) ebbi il tempo di imparare a sviluppare e stampare e di conseguenza acquistai una Reflex, super-accessoriata con la quale confezionavo il materiale necessario per il lavoro in camera oscura. Scelsi una Canon e, per essere più preciso, una FtQL con obbiettivo di base un 50 mm luminoso, se non ricordo male con un f. 1,4 . Dal mitico Tonel acquistai anche uno spettacolare Tele da 200mm, un grandangolo da 28mm della Vivitar, un dupli-triplicatore di focale, borsa, treppiedi, flash, filtri ecc.
Certo non tutto insieme, ma dopo qualche mese dall'acquisto iniziale, quello che ho elencato divenne il mio armamentario fotografico. Mi accompagnò fedelmente per oltre una ventina d'anni.
Se non per il primissimo periodo, in cui ero particolarmente eccitato da questo sofisticato strumento, non ebbi mai grandi velleità di realizzare opere artistiche. Il mio obbiettivo principale era quello di conservare i fotogrammi della vita. Più vado avanti più mi convinco che una foto o un filmato spesso (ma, eccetto poche particolari eccezioni, potrei dire: quasi sempre), conservano e, nel tempo, consolidano il ricordo di un attimo della vita passata. Ho partecipato a un paio di concorsi fotografici e l'unico in cui ho avuto una segnalazione è stato un banalissimo tramonto nel quale la bravura non è stata assolutamente mia ma solo del Padre Eterno che ha incastonato i colori di quel meraviglioso spettacolo. Le altre due foto che ho inviato, che, secondo me, congelavano degli eventi molto più significativi, sono rimasti privi di un qualunque interessamento.
Il pensionamento della reflex avvenne quando mi stavo preparando per un viaggio in NordAfrica ed avevo il timore che con la sabbia del deserto si potesse in qualche modo rovinare la mia Canon. Andai in Piazza Risorgimento da Calò e acquistai una compatta con zoom. Una maxi-pigrizia si impossessò di me al punto tale che non mi staccai più della (sempre Canon) semplicissima e potentissima compatta. Ma per una legge che ormai conosciamo tutti molto bene anche la compatta ebbe i mesi contati. Arrivato il 2000 non potei più resistere al fascino della digitale.
La foto con i pixel
Prima di acquistare la prima digitale ad inizio 2000 feci una accurata indagine su internet per capire cosa offriva il mercato. La qualità delle foto, ma solo a livello di risoluzione, era ancora abbastanza bassa. Le macchine erano piuttosto spartane ma il messaggio dei guru della rete mandarono un messaggio che, poi ho avuto modo di verificare, è sostanzialmente corretto. Il livello generale è abbastanza livellato e, se si considerano i sei o sette grandi produttori di fotocamere non ci sono enormi differenze, però , si c'è un però, a livello di ottiche, quindi di obbiettivi, la Nikon sta un gradino sopra a tutti e a livello di sensore la migliore resa cromatica la produce (guarda caso) la Kodak. Da quello che ho visto io in questi dieci anni, sul podio aggiungerei anche la Canon (forse superiore in usabilità) e appena un filino più in basso Sony, Fuji, Lumix, Olympus e Minolta.
Scelsi una Kodak, ormai preistorica, e, per non correre il rischio di rimanere senza più pellicola (oooops volevo dire 'con la schedina satura') acquistai contestualmente una scheda (Compact Flash, se non sbaglio) da ben 96 Mb che mi costò, quasi quanto la fotocamera.
Dopo qualche anno, visto che le digitali si diffondevano con estrema rapidità, la qualità aumentava di pari passo con i pixel e i prezzi scendevano. Dalla seconda in poi furono tutte Bridge. Questa è infatti la tipologia di fotocamera che prediligo; è infatti una compatta di alto livello che si trova subito prima le reflex di base. Come caratteristiche sono spesso abbastanza sofisticate; il pregio principale è che non hanno bisogno di ulteriori accessori e il difetto è praticamente lo stesso, nel senso che non può essere espansa nè a livello di obiettivi e nè a livello di accessori (flash, ecc.). Sulle tecniche, e la scelta delle caratteristiche (7 o 8 anni fa) mandai un articolo al sito di un circolo culturale che si occupa anche di fotografia naturalistica ed etnografia gestito dal mio caro amico Luciano. Non è escluso che in un prossimo futuro riaggiorni quelle nozioni e completi questa sezione con un quadro aggiornato ai nuovi strumenti oggi sul mercato e di qualche consiglio per gli acquisti.
Oggi, fortunatamente, la qualità tecnica, con le macchine ormai tutte super-automatizzate, può essere ottenuta da chiunque (o quasi) e in quasi tutte le situazioni, quindi è estremamente facile fare foto di qualità medio-alta.
Certo un bel soggetto aiuta ed aiuta anche conoscere l'abc della fotografia, ma spesso è sufficiente leggere con attenzione il libretto di spiegazioni della fotocamera.
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