La mia vita
Since 1952
Sono nato il 6 marzo 1952 a Roma in Via Regina Margherita 192 nella casa che mio nonno Paolo affittò nell'agosto del 1935. Dopo circa un anno ci trasferimmo in Via Gunu Gadu successivamente rinominata Via Gadames nel quartiere africano. Della prima casa ho ricordi molto sbiaditi e sicuramente si riferiscono ad una visita effettuata all'età di 4 o 5 anni a mia nonna Elvira e a Zia Jole che rimasero ad abitare lì fino al loro trasferimento in via Po.
Della casa in via Gadames ho invece qualche ricordo in più. Il balcone, qualche stanza, il portone e la strada che mi portava all'asilo, dove proprio non volevo andare con grande costernazione di mamma e papà che a turno tentavano di vincere la mia forte resistenza a recarmi in quel luogo.
Mentre stavamo lì nacque mio fratello Aldo che venne battezzato nella prospiciente chiesa di S.Maria Goretti.
Il palazzo era collegato con quello adiacente (che era suo gemello), ma purtroppo si era formata tra i due edifici una fessura che, più si andava in alto, e meno i palazzi "adiacevano". L'aumentare della fessura indusse papà a cercare una nuova sistemazione. Si inserì in una cooperativa di suoi colleghi per l'acquisto di un appartamento a Monte Mario, zona Balduina, dove attualmente ancora risiede mia madre.
Alla Balduina
Quando ci trasferimmo nel 1957 la zona era ancora in via di espansione con greggi di pecore che passavano sotto casa e strade ancora non tutte asfaltate. La prima e la seconda elementare lo ho frequentate dalle suore di Piazza Giovenale e finii le elementari nella scuola comunale "all'aperto" Giacomo Leopardi nel Parco della Vittoria (quello di Monte Mario non quello del Monopoli).
Ho di questa scuola moltissimi ricordi legati a: le maestre (la Marazzi e la Marconi), i compagni (ricordo i nomi di Aldo Conti e Fabrizio), i giochi all'aperto, il refettorio, le recite scolastiche e le due "riservate".
Con questo nome venivano chiamate le vetture dell'ATAC riservate, appunto, dal comune di Roma per il trasporto degli scolari residenti nelle zone circostanti la scuola. Una delle due vetture aveva come meta "Ponte Milvio" e l'altra "Ponte Vittorio", che divennero il nome delle due vetture "riservate". Il gioco preferito, subito dopo il suono della campanella, era quello di salire il più velocemente possibile nella "riservata" di propria competenza ed incitare l'autista ad imboccare per primo lo stretto viale che portava all'esterno. E qui iniziavano gli sfottò agli occupanti dell'altra vettura. Noi intonavamo: "Ponte Milvio lumacone, con le ruote di cartone, con la coda di velluto. Ponte Milvio ...... ti saluto !!" . Avrete certamente indovinato qual'era la mia "riservata".
Conservo altri ricordi sul tempo passato a giocare nel parco e sul primo impatto con lo studio. Ricordo in modo particolare, anche nei contenuti, un paio di temi che ho svolto in quarta o in quinta elementare che ebbero particolare successo: uno era sull'elezione del presidente Segni e uno sul posto che avrei voluto visitare.
Le successive due classi di medie le feci nella scuola vicino casa, prima in una sede distaccata e quindi nella sede centrale ubicata dove, per lungo tempo, c'era il capolinea del "45" (ora "990").
La Parrocchia
In questo periodo frequentavo la parrocchia di S.Pio X dove percorsi in brevissimo tempo la carriera di: aspirante chierichetto, chierichetto, capo dei chierichetti, ex chierichetto. Mi incontravo con gli amichetti e giocavamo con i tappi delle bibite, adeguatamente appesantiti con la cera ,lanciandoli con l'indice e il pollice a mo' di molla oppure ci scambiavamo le figurine (forse dei calciatori) eseguendo, a volte con loro stesse, vari giochi di abilità.
Avendo ricevuto un sette in matematica allo scrutinio di seconda media (per tutto l'anno i miei voti oscillavano fra l'otto e il nove) e ritenendo, per questo, di aver subito una grave ingiustizia, chiesi a papà di farmi cambiare scuola. A nulla valse la spiegazione ricevuta per questo voto che risentiva della compensazione con un voto basso in un'altra materia (forse latino).
Fu quindi deciso di anticipare il passaggio, che avrei dovuto fare l'anno successivo, e fui iscritto, per l'ultimo anno delle medie, al Pio IX in via della Conciliazione.
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