Cose di Picos


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Primo Viaggio

Genealogia

Breve cronaca
del nostro viaggio
in Basilicata e Calabria
8/14 maggio 2009

8 maggio 2009 venerdì

Viaggio ottimo con tempo quasi estivo. Arrivo a Policoro in Agriturismo alle ore 19 circa e poi subito a Montalbano Jonico.
Chiedendo qua e la arriviamo al negozio Alimentari/Libreria di un tal Rodolfo, tipo veramente originale che affianca a testi di poesia rotoloni di mortadella e vecchie confezioni di brillantina Linetti. A memoria delle suo passato e della Sue aspirazioni canore ci sono alle pareti molteplici foto di lui in compagnia di Domenico Modugno. Il Signor Rodolfo ci indirizza a Don Pasquale, il Parroco della chiesa Madre, il quale, simpatico omone tanto scuro di pelle da sembrare uno straniero, si rivela invece italianissimo, credo lucano, e molto gentile. Ci da appuntamento per il pomeriggio del giorno successivo per consultare i registri in latino ecclesiastico vecchi di 400 anni (dal 1600 circa in poi).
Mi distraggo un attimo a leggere un manifesto e vedo Paolo che chiacchiera amabilmente con due anziani signori seduti davanti al Circolo Jonio. Mi avvicino e cominciamo tutti a chiacchierare della nostra missione, dell’Abruzzo, delle vestigia di Montalbano (maestose mura medievali che ci vengono mostrate entrando nel cortile del Circolo) e dei fantastici calanchi che rappresentano l’attrazione geologica della zona. Riusciamo faticosamente a sganciarci e promettendo una nuova visita l’indomani torniamo all’agriturismo dove ci attende una cenetta deliziosa a base di specialità locali e di primizie.

9 maggio 2009 sabato

Al mattino a Policoro dove troviamo presso la libreria “Papermoon” 3 volumi di storia della Basilicata. Poi passeggiata ad Anglona, spettacolare basilica Romanica sulla cima di un colle circondata da una folta pineta e panorama mozzafiato. Lasciamo il nostro recapito alla segretaria del Parroco che ci ha assicurato consulterà per noi gli annali dei vescovi di Anglona per fornirci notizie del Vescovo Matteo Cosentino (del ramo nobile, ma forse in qualche modo legato alla discendenza di Paolo).Proseguiamo per Tursi (che è stata per diversi secoli la diocesi di riferimento di Montalbano e Anglona). Altra sorpresa, si tratta di un borgo medioevale sovrapposto ad un antico quartiere arabo la “Rabatana” in totale abbandono, ma molto bello e suggestivo ( ci dicono poi che è per motivi di sicurezza, perchè posto su un territorio a rischio frane)). Scopriamo che tutti i documenti della Curia Vescovile sono andati distrutti a causa di un incendio nel novembre 1988, a seguito delle stesso incendio è poi bruciata tutta la cattedrale. Quella che abbiamo visitato infatti è tutta moderna e da poco ricostruita. Troviamo, su segnalazione del Parroco che aveva una gran fretta e ci ha velocemente liquidato, il giornalaio/libraio molto gentile e disponibile che ci informa di avere a casa l’ultima copia di un libro che ci potrebbe interessare poiché parla di tutti i Vescovi di Anglona. E’ quasi ora di pranzo, quindi ci suggerisce un ristorante di sua conoscenza ( ignobile!) e ci promette che se farà in tempo verrà a portarci mentre mangiamo la copia delle pagine che ci interessano. Infatti durante il pranzo arriva con la pagina fotocopiata (Paolo dovrà poi chiamarlo per chiedergli il nome del libro) e ci salutiamo calorosamente.
Alle 16.30 finalmente arriviamo alla canonica di Don Pasquale . Il cortesissimo parroco della Chiesa Madre di Montalbano ci ha fatto trovare tutti i faldoni pronti per la consultazione e dopo averci fatto compagnia per qualche minuto (forse per vedere come ci comportavamo) ci lascia poi da soli a cercare, dimostrando una grande fiducia e disponibilità nei nostri confronti.
Abbiamo trovato molte cose ed avuto conferma che il famigerato Pier Luigi non è sicuramente nato a Montalbano Jonico, dove sono nati invece i suoi tre figli maschi. Ci sono stati momenti di panico quando leggendo l’atto di nascita del primo figlio , del 1832, abbiamo letto che il nome del padre era Aloysio e non Pierluigi , mentre la madre era quella giusta. In pochi minuti abbiamo pensato di tutto formulando le ipotesi più fantasiose:
Forse si è cambiato nome per non farsi riconoscere perché ricercato o inseguito.sbagliato tutto dobbiamo ricominciare da capomamma (Donna Maddalena ha fatto una scappatella con un altro)

Fino a che il pacioccone Don Pasquale rientrando e vedendo la nostra confusione non ci ha fatto notare che Luigi in latino si traduce Aloysio e che pertanto tutto quadrava.
Continuiamo a meravigliarci per la gentilezza e l’ospitalità che tutte le persone che incontriamo ci dimostrano, è veramente strabiliante anche per noi che veniamo dalla provincia e dall’Abruzzo. Siamo entrati in un bar dove c’erano alla parete alcune vecchie stampe che stavamo ammirando, il barista compiaciuto dal nostro apprezzamento ci ha prontamente regalato le cartoline d’epoca dalle quali aveva tratto gli in gradimenti appesi alla parete.

10 maggio 2009 domenica

Finalmente una mattinata di riposo al mare dove ci siamo abbrustoliti ben bene e a ora di pranzo abbiamo raggiunto a piedi il ristorante dove che ci aveva segnalato la titolare dell’agriturismo. Qui si è svolta una scenetta gustosissima con l’oste, che sfoggiava un insolito e originale “monobaffo”( in pratica solo una strisciolina centrale di pelo sotto il naso) L’oste in questione per farsi perdonare un equivoco sull’ordinazione ci ha offerto un assaggino di pasta fresca allo scoglio dicendoci che era solo per soddisfare il nostro “languorio”.


11 maggio 2009 Lunedì

Giornata faticosissima. Partiamo dall’agriturismo alle 9 circa e raggiungiamo il Municipio di Montalbano. Subito ci informano che il loro archivio parte dal 1810 quindi resta fuori “l'ineffabile” Pier Luigi del quale cercavamo avidamente notizie. Ci prende sotto la sua ala il Ragioniere del comune Antonio, il quale ci presenta il Sindaco al quale raccontiamo della nostra ricerca. Il Sindaco ci accoglie benevolmente e ci dona generosamente libri e pubblicazioni su Montalbano. Veniamo a conoscenza di un premio che Montalbano riconosce ai suoi figli più illustri “L'arancio d'oro” e ci salutiamo con l'intesa che forniremo tutte le informazioni che riguardano gli studi e la carriera di mio suocero, illustre magistrato, perché possa concorrere all'attribuzione di questa onorificenza. Sempre il Ragionier Antonio ci introduce al cospetto della statuaria Vittoria, di discendenza Troyli, con la quale riusciamo ad ipotizzare un lontano legame di parentela (che poi risulterà fondato). Nonostante il grado di parentela sia molto diluito l'accoglienza è molto cordiale e calorosa e, dopo un po', sembra davvero di conoscerci da anni. Ci salutiamo promettendo di rivederci e risentirci presto e, sempre sotto la guida di Antonio, andiamo a fare un giro nella parte storica del paese alla ricerca della casa del Nonno Paolo. Trovare la via è facile, ma individuare la casa, anche se ne abbiamo dalle sue memorie una descrizione minuziosa, è impossibile. Nel corso degli oltre 100 anni trascorsi, i numeri civici sono cambiati più volte.
Intorno alle 12 salutiamo il nostro nuovo gentile e generoso amico e partiamo alla volta di Terranova di Pollino. Si sale fino a 1000 metri per incontrare questo paesino francamente “sgarrupato” tutto macellerie/salumi e ristoranti. Bella e suggestiva la vista della vallata e delle verdissime montagne della Sila appena dietro l'orizzonte. Il vanto di questo paesino che si trova nel cuore del Parco del Pollino è il “pino loricato” che pare sia ormai una rarità. Si tratta di un pino tutto contorto e come forgiato dal vento che sembra trovarsi ormai solo in questa vallata. Facciamo un tentativo all'anagrafe di trovare traccie della famiglia della nonna Elvira, ma scopriamo che anche qui a causa di incendi e altre vicissitudini tutti i documenti antichi sono andati perduti.
Scendiamo giù dalla montagna e raggiungiamo Calvera pieni di trepidante attesa e di speranza: Ma.........doccia gelata! In comune ci confermano, come ormai già sappiano, che tutti i documenti partono dal 1810 (da questo anno infatti ha inizio, a cura dell'amministrazione dell'Impero napoleonico, la registrazione dei dati anagrafici dei cittadini in municipio oltre che in Chiesa), quindi non sarà possibile trovare certificati di nascita di Pier Luigi e di eventuali fratelli o genitori. In compenso troviamo una rarissima copia del libro di Mazzilli, che si può consultare. Con il cuore un po' pesante giochiamo l'ultima carta con il prete che da poco è diventato Parroco di Calvera: Don Agostino. Dopo un inseguimento da una chiesa all'altra lo troviamo nella Cappella di San Gaetano (Bellissima!) dove si accinge a dire messa. Gli strappiamo un appuntamento a fine funzione e sperando di propiziarci sia lui che il suo “Principale” assistiamo alla messa. Ci attende purtroppo una delusione. Don Agostino ci informa che degli antichi registri è rimasto ben poco perché il precedente parroco ha avuto problemi di salute gravi ed i libri sono finiti in giro per il paese sparpagliati chissà dove, finendo in qualche caso nelle mani di persone poco raccomandabili. Restano solo da consultare un paio di registri di morte e di cresima. Li esaminiamo insieme trepidanti e Paolo trova sul registro dei decessi quello di Pier Luigi che però è avvenuto il giorno che, nei nostri dati, risulta essere quello della sua nascita. 3 ottobre millesettecento....
A questo punto tutto da rifare, ci fermiamo, salutiamo il Parroco e andiamo a prendere possesso della nostra stanza nel nuovo agriturismo. Domani si riparte con rinnovato vigore.


12 maggio 2009

L'agriturismo è in una bellissima valle, ma le camere ed il servizio sono modesti. Passiamo una notte scomoda ed al mattino alle 9 siamo già all'anagrafe del comune dove lavoriamo fino alle 12 circa.
Io lavoro sul libro del Mazzilli e Paolo sui registri dell'anagrafe. Vengono fuori un po di dati interessanti, soprattutto dal testo del Mazzilli che ci dice che il primo Cosentini a Calvera era un Andrea Notaio intorno alla metà del 1700.
Decidiamo così di andare a Potenza a consultare la Biblioteca Nazionale sulle tracce del Notaio Andrea e per scovare qualche testo interessante per noi nelle librerie specializzate.
Arriviamo a Potenza (che brutta città!) intorno alle 16, raggiungiamo la biblioteca, ma purtroppo la nostra ricerca non ci porta alcun frutto. Bisogna consultare l'archivio di Stato di Potenza oltre che quello i Napoli per accedere ai “catasti onciari” di Calvera. Come al solito (e si tratta di una costane nel nostro viaggio in Basilicata) incontriamo persone cordiali, gentili, desiderose di rendersi utili in maniera commovente.
Andiamo via a mani vuote, per quanto riguarda la ricerca, ma con l'indicazione di un delizioso albergo dove pernottare e cenare a Brienza, borgo medioevale a circa 30 chilometri dalla città.
Arrivati in albergo finalmente ci rilassiamo e recuperiamo forze e buonumore al ristorante sottostante.

13 maggio 2009

Decidiamo al mattino di partire alla volta di Lauria e di Aieta, poi decideremo se fermarci a Praia a mare oppure proseguire fino a Rossano.
Lauria, dove arriviamo intorno alle 10.30 è un paese magico. Sulla costa di un'alta collina il paese è immerso in una aria sopraffina, con chiede , strade ed edifici di pregio. Si respira una bellissima atmosfera. Ci fermiamo davanti ad una libreria scolastica in cerca di testi particolari ed immediatamente (come siamo ormai abituati) avviene l'aggancio con un giovanotto gentilissimo che si mette a disposizione accompagnandoci dallo storico e studioso locale che forse potrà darci dei lumi. Lo manchiamo per un pelo, ma ci vengono forniti tutti i dati per poterlo rintracciare telefonicamente in seguito.
Ringraziamo, salutiamo e proseguiamo per Aieta alla volta del castello della famiglia Cosentino. Attraversiamo tutta la Lucania fino al tirreno e sbuchiamo su una costa dai panorami mozzafiato più o meno all'altezza di Praia a Mare che è gia in terra di Calabria. Da li si snoda una strada di singolare bellezza e suggestione , costellata di pini secolari e punteggiata di fiori di campo più belli, variegati e colorati dei fiori coltivati. Anche l'aria è profumata e preziosa. Al termine della strada si arriva al paesino di Aieta aggrappato alla cima di un'alta collina, che presenta però vistosi segni di decadenza. L'età media degli sparuti abitanti si aggira intorno ai 75/80 anni . Fanno eccezione i tre nasuti fratelli che gestiscono l'unico negozio del paese che è una specie di emporio onnicomprensivo. Il palazzo nobiliare è imponente, ma completamente anonimo. Sono state rese quasi irriconoscibili le insegne del casato ed il nome della famiglia non compare più da nessuna parte.
Un po' delusi riprendiamo la strada dopo aver deciso di spingerci fino a Rossano nel nostro viaggio a ritroso nel tempo in cerca di dati che possono essere sfuggiti nel corso della precedente ricerca.
Prima di partire prenotiamo un Agriturismo trovato su internet che si trova nei presso di Rossano dal nome accattivante e nello stesso tempo misterioso “Il giardino di Iti” .
Arriviamo intorno alle 16 . L'Agriturismo si trova in un edificio vecchio ed in parte cadente dall'aspetto trasandato, ma avvicinandoci ci avvolge un profumo di rose e una atmosfera di nobiltà che lo rendono magnifico.
La nostra stanza è grande e comoda con affreschi di fiori alle pareti ed il pavimento è di vecchi mattoni rossi abitati da animaletti e lucertoline. Tutto ci piace e ci sembra accogliente. La Signora che lo gestisce ha una gran classe ed emana simpatia ed intelligenza. Non facciamo in tempo ad accennare al motivo del nostro viaggio, che già ci ha messo in contatto con lo storico locale. Scopriamo poi che la Signora è una baronessa e la persona con la quale ci ha creato un appuntamento è una eminente personalità sia a livello locale che nazionale per quanto riguarda la storia di Rossano. L'appuntamento è per cena presso il ristorante dell'agriturismo. Oltre che mangiare cose squisite, passiamo una piacevolissima serata parlando di tutto con il Signor Franco che sa tutto sulle eminenti famiglie di Rossano e sui Cosentini. Ci invita a casa sua per il giorno successivo, dove ci permetterà di consultare libri preziosi in suo possesso e ci darà ulteriori informazioni.


14 maggio 2009

Il giorno successivo facciamo un giro a Rossano paese e andiamo a visitare la Cattedrale di S. Maria Achiropita. Arriviamo che è in corso la Santa Messa al termine della quale parliamo con il parroco che ci informa che tutti i registri storici non sono consultabili perchè temporaneamente imballati in attesa di essere allocati nella nuova sede in costruzione nei pressi del Seminario. Bisognerà aspettare dei mesi per poterli consultare. Il parroco in maniera sbrigativa ci fornisce il telefono della persona che segue questo progetto e ci congeda .
Nel pomeriggio siamo a casa del Signor Franco che gestisce a sua volta uno splendido agriturismo con vista mozzafiato sul golfo di Rossano. Passiamo un pomeriggio veramente interessante e ci congediamo con una serie di nuove indicazioni da seguire nel corso della nostra ricerca.


15 maggio 2009

La mattina successiva riprendiamo il viaggio decidendo di tornare a Potenza a consultare l'archivio di stato per seguire alcune tracce forniteci dal Signor Franco.
Niente da fare, ancora una volta usciamo a mani vuote. A questo punto giriamo la prua della Prius verso casa e intraprendiamo il viaggio di ritorno. Abbiamo trovato qualche traccia interessante, abbiamo visto posti molto belli e antichi, scoperto una natura incontaminata e lussureggiante, grazie alle generose piogge primaverili, ma ora è tempo di tornare. A casa ci aspetta il nostro uccellino implume (Sarina) e un faticoso lavoro per riordinare, analizzare e catalogare tutte le informazioni raccolte. Bisognerà aspettare la prossima primavera per riprendere le nostre ricerche e continuare il nostro viaggio.


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